Lo statuo e il regolamento del Club. L'ultima versione aggiornata del nostro statuto.
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MELVIN JONES E L'ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DEI LIONS CLUBS

Melvin Jones, figlio di un ufficiale dell'Esercito americano, nacque nel 1879 a Fort Thomas - Arizona e la sua infanzia trascorse tra uniformi, cavalli e battaglie contro gli indiani. Egli crebbe quindi animoso, energico e combattivo e già nel 1913 si trovò titolare di una importante Agenzia di Assicurazioni a Chicago - Illinois. Ammogliato, aveva nella consorte una fedele ed attiva collaboratrice. Chicago era stata, all'inizio del secolo, la culla di un'enorme attività associativa il cui principio informatore era, in fondo, l'aiuto reciproco per il raggiungimento e la difesa dei propri interessi. Nel 1905 era nato il "Rotary International", nel 1911 il "Royal Order of Lions", nel 1913 il "Kiwanis International" e nel 1916 l'"Associazione dei Lions Clubs". Vi erano poi organizzazioni meno vaste come l' "Optimist International", il "Gyro International", il "National Exchange Club" ed altri minori. In uno di questi e precisamente nel "Club of Business Man" era entrato nel 1914 il nostro Melvin Jones.

 
1995-96. Il presidente Pier Giorgio Armani consegna il Melvin Jones Fellow al socio Giuseppe Andretta.

Dopo pochi mesi di appartenenza al suo Club, Melvin matura due convinzioni: il superamento del principio edonistico "uno per tutti e tutti per uno", cioè l'aiuto scambievole tra i Soci, e la necessità, più consona sul piano della nuova realtà sociale, di costruire un'organizzazione più vasta di quelle esistenti per dedicarsi più proficuamente all'attività di "servizio" a beneficio della Comunità. Quindi non più attività rivolta agli interessi individuali dei Soci, ma a quelli generali degli "altri", cioè proiezione del Club verso l'esterno. Con l'aiuto essenziale di un certo dott. W.P.Woods, che presiedeva i due gruppi di Lions Clubs allora esistenti nello Stato dell'Indiana: il "Royal Order of Lions" e l'"Associazione Internazionale dei Lions Clubs" Melvin Jones riuscì a riunire a Congresso il 7 giugno del 1917 all'Hotel La Salle di Chicago i 20 delegati dei 27 Clubs dell'Indiana ed a far approvare la proposta di fondare un'unica Associazione: "The International Association of Lions Clubs". Il dott. Woods fu eletto Presidente, Melvin Jones Segretario e Tesoriere ed i registri e gli incartamenti di tutti i Clubs consenzienti passarono a lui. Ebbe così vita il primo nucleo di un'organizzazione che doveva divenire, in seguito, la più efficiente organizzazione di uomini qualificati che mai abbia operato e sia esistita al mondo. Melvin Jones, che non accettò mai la carica di Presidente Internazionale e rimase sempre Segretario Amministrativo, eterno secondo, divenne il custode


1999-2000. La presidente Mariapia Angeli consegna il Melvin Jones Fellow al socio Carlo Brighenti.

della filosofia del "Service" che costituiva l'originalità e la forza della nascente organizzazione. In un secondo congresso, tenuto a Dallas - Texas, l'8 ottobre 1917, fu stabilito di adottare come emblema i due leoni contrapposti della Moschea di Samarcanda che da secoli rappresentano l'Oriente e l'Occidente, il passato ed il futuro. Il motto "Liberty, Intelligence, our Nation Safety" (Libertà, Intelligenza, Sicurezza per la Nostra Nazione) fu scelto dando un significato alle lettere che formavano la parola L.I.O.N.S., successivamente furono promulgati il "Codice dell'Etica Lionistica" e gli "Scopi del Lionismo", che contengono i fondamenti morali e gli indirizzi operativi dell'Associazione. Melvin Jones, che naturalmente era sempre l'anima ed il grande costruttore di ogni idea e di ogni azione, continuò a servire fino a quando, ottantaduenne, passò a miglior vita. Il vero sviluppo dei Lions Clubs in America si ebbe alla fine della prima guerra mondiale, quando i combattenti tornarono a casa. Constatata l'utilità e la grandezza del "Service Club" essi ne divennero entusiasti assertori e fecero sì che il Lionismo si espandesse rapidamente, raddoppiando, alla fine del 1920, i 550 Soci dei Clubs fondatori. Sempre nel 1920, l'Associazione divenne veramente internazionale, con la fondazione dei primi tre Clubs in Canada. Nel 1926 nacque in Cina, a Tien Tsin, il primo Club asiatico.

La diffusione:

Il Lionismo approda in Europa nel 1948, dopo la seconda guerra mondiale, con la costituzione del primo club in Svezia, e si diffonde rapidamente.
Appena tre anni più tardi, nel 1951, viene fondato il primo club italiano, il Milano Host. Da allora la diffusione è capillare e, con il superamento dei blocchi contrapposti occidentale ed orientale, interessa tutto il mondo, con 44.500 club e 1.400.000 soci; in Europa i club sono 8.950 con 266.450 soci, in Italia 1.094 con 46.060 soci, così organizzati:


Il funzionamento:

Il Lionismo si fonda sui precetti dell'etica e sugli scopi; sono i binari sui quali si muove la complessa attività associativa, che ha nell'uomo il proprio destinatario. Etica e scopi vanno letti più come attenzione ai problemi della società, per la ricerca di soluzioni ispirate all'interesse generale della collettività, rispetto ad un'immagine di lionismo inteso genericamente come impegno assistenziale e caritativo.
Ecco quindi che si evidenziano le due caratteristiche principali dell'azione lionistica verso l'esterno: da una parte la finalità di aiuto diretto ai più disagiati, dall'altra la evidenziazione della difficoltà della società civile mediante la promozione di attività di sensibilizzazione verso chi è preposto istituzionalmente a definire il complesso di regole e di interventi per superarle o attenuarle.
Al socio Lions si richiede capacità di superare l'individualismo per trovare, in sincera e disinteressata amicizia con gli altri, nella libera discussione e nel confronto con relatori esterni, motivo di miglioramento personale e di gratificazione nel realizzare la solidarietà concertata.
Amicizia e comprensione tra i soci sono i presupposti per formare opinioni comuni in un clima di sincerità e di reciproca stima.
Il service è un'operazione volontaria, meramente altruistica, rivolta all'esterno del club, per cercare di contribuire a risolvere problemi esistenti mediante impegno personale e collettivo, nella consapevolezza che nel club esistono le competenze e le capacità necessarie allo scopo.
I service sono di diverso tipo, a seconda dei bisogni che si rilevano sul territorio del club o in aree più vaste e lontane: si ha un service assistenziale di carattere solidaristico, quando viene realizzato con risorse proprie dei soci o da loro procurate, per alleviare sofferenze, fisiche o morali, di persone, anche dotando di mezzi le strutture di assistenza: un service promozionale, di natura sociale, quando è di stimolo e sensibilizzazione dell'opinione pubblica affinché agisca in modo utile alla comunità; quando insomma le iniziative perseguono il bene pubblico dando contributi di pensiero per un'auspicata migliore giustizia sociale ed uguaglianza, nel rispetto dell'uomo; un service culturale, quando contribuisce al miglioramento del livello delle persone, anche con interventi economici per il recupero di opere d'arte.

 

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